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Conservazione pubblica o privata? I pro e i contro. Ovvero: donazione allogenica o autologa del sangue del cordone ombelicale?Di fatto la Legge Italiana riconosce la validità della donazione autologa (dedicata, per uso autologo) e la rende anche disponibile gratuitamente in alcuni casi particolari (allegato 1 del DL 18 novembre 2009), quando la malattia sia già presente prima della nascita o sia elevatissima la probabilità di contrarla. Per la Legge però la malattia deve essere già curabile, mentre è possibile, in relazione ai rapidi sviluppi della ricerca medica, che lo possa essere in un futuro non lontano. Inoltre non è certo rara l'evenienza di malattie che insorgono senza alcun preavviso dopo la nascita e in tal caso la conservazione del cordone ombelicale potrebbe rivelarsi assai preziosa. La futura madre può optare per una donazione pubblica (allogenica) o privata (autologa) delle cellule staminali del cordone ombelicale. Per farsi un'idea delle difficoltà che si incontrano quando si opta per la donazione pubblica, conviene dare un'occhiata al servizio della trasmissione "Le Iene":
Il servizio e, in particolare, l'intervento del Dott. Alberto Ibatici dell'Istituto Clinico Humanitas mette in evidenza le problematiche della donazione pubblica del sangue del cordone ombelicale. Nella tabella che segue, in accordo con quanto detto nel servizio de "Le Iene" si riassumono i prò e i contro della conservazione privata (autologa) delle cellule staminali del sangue del cordone ombelicale attraverso i servizi offerti da Vitafutura attraverso ilaboratori dell'Istituto per la Medicina Trasfusionale e Immunoematologia della Croce Rossa a Francoforte in Germania
Indicazioni terapeutiche delle cellule staminali cordonali Dal
sangue del cordone ombelicale si possono
derivare cellule
staminali
ematopoietiche, che possono
generare qualsiasi cellula del sangue (le
stesse che si possono ricavare dal midollo osseo). Ci si potrebbe chiedere quindi che senso abbia ricavarle dal sangue del cordone ombelicale per poi affrontare un costoso processo di immagazzinamento a bassissima temperatura (crioconservazione) E' stato scientificamente provato che l'efficienza con cui le cellule si riproducono è tanto più alta quanto più è giovane l'individuo da cui vengono prelevate, e che l'efficienza riproduttiva delle cellule dipenda dall'età lo si può facilmente verificare osservando quanto sia più rapida la cicatrizzazione delle ferite nei bambini molto piccoli rispetto a quanto avviene negli individui adulti. Questa osservazione dimostra che è molto meglio utilizzare cellule staminali ematopoietiche, derivate dal sangue del cordone ombelicale, piuttosto che quelle derivate dal midollo osseo di un individuo adulto, come dimostrano gli studi di Francesco Frassoni e collaboratori del Centro Cellule Staminali e Terapia Cellulare, Ospedale San Martino - Genova. Nella
donazione autologa (quella di cui si occupa Vitafutura) il soggetto
beneficiario potrebbe essere anche un parente stretto del donatore, che
potrebbe facilmente risultare compatibile dal punto di vista genetico. Attualmente le cellule staminali cordonali, al pari di quelle ricavate dal midollo osseo, vengono utilizzate per curare con grande efficacia un gran numero di malattie del sangue, anche se in futuro è molto probabile che verranno utilizzate per impieghi assai più vasti. Di seguito ne elenchiamo alcune di quelle che possono beneficiare del trapianto di cellule staminali cordonali (nell'allegato 1 del DL 18 novembre 2009 sono elencate quelle riconosciute dal sistema sanitario nazionale per la donazione dedicata per uso autologo) Neoplasie (tumori): Leucemia Acuta Mieloide (LAM),Leucemia Acuta Linfoblastica (LAL), Leucemia Mieloide Cronica (LMC), Leucemia Mieloide Cronica Giovanile (JCML), Leucemia Mielomonocitica Cronica Giovanile (JMML), Leucemia Mielomonocitica Cronica (CMML), Liposarcoma, Sindromi Mielodisplastiche (MDS),Neuroblastoma, Linfoma Non-Hodgkin, Linfoma di Hodgkin, Linfoma di Burkitt Disfunzioni
metaboliche congenite:
Adrenoleucodistrofia,
Sindrome
di Maroteaux-Lamy,
Sindrome di Hunter, Sindrome di Hurler, Malattia di Krabbe, Malattia di
Lesch-Nyhan, Malattia
di Batten, Malattia di Guenther. Immunodeficienze:
Malattia
Linfoproliferativa X-linked, Immunodeficienza Severa
Combinata (SCID e SCID-ADA), Displasia Reticolare, Displasia Timica,
Sindrome di Wiskott-Aldrich, Sindrome di Omenn, Deficienza di Adesione
Leucocitaria Sono in corso numerosi studi per indurre la pluripotenza nelle staminali ovvero la possibilità di generare qualsiasi tipo di cellule dell'organismo. In uno studio pubblicato nell'Aprile 2008 su PNAS (Proceedings of the national academy of sciences), lo statunitense W. E. Lowry e collaboratori hanno dimostrato la possibilità di trasformare i fibroblasti in cellule staminali pluripotenti, in grado di curare il morbo di Parkinson nei topi di laboratorio. E' quindi molto probabile che in un prossimo futuro le cellule staminali ematopoietiche possano avere un campo applicativo molto più ampio di quello attuale, che è limitato alle malattie del sangue, ed essere utilizzate per terapie efficaci in virtù della loro efficienza intrinseca, molto maggiore rispetto a quella delle staminali, prelevate da soggetti adulti. In Cina è
in corso un'attività di
sperimentazione che utilizza le cellule staminali cordonali come
terapia nella cura di malattie del tessuto nervoso, e ciò
parrebbe in contrasto con il fatto che le cellule staminali
ematopoietiche possano generare solo cellule del sangue.
Nelle suddette
terapie le cellule
staminali non vengono fatte regredire alla pluripotenza, ma vengono
utilizzate direttamente, e ciò lascia perplessi molti esperti.
Tali dubbi sono stati evidenziati anche da una recente puntata della
trasmissione "Le Iene". Alcuni altri link relativi ad articoli e servizi sulle cellule staminali:
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