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I
nostri servizi Quando la futura madre decide di affidarsi a Vitafutura
per la raccolta e la successiva crioconservazione delle cellule
staminali che verranno separate dal sangue cordonale del
suo bambino, noi ci prendiamo in carico, con il massimo scrupolo,
l'organizzazione di tutte le fasi della filiera. Per
prima cosa controlliamo che l'Ospedale, in cui andrà a partorire, sia
abilitato al prelievo del sangue cordonale, poi
controlliamo nel database che l'Ospedale abbia una percentuale elevata
di prelievi andati a buon fine (ciò significa che il personale medico e
paramedico esegue scrupolosamente tutte le procedure di prelievo del sangue cordonale) ed
eventualmente suggeriamo possibili alternative. Quindi
prepariamo ed inviamo la pratica a Roma, al Centro Nazionale dei
Trapianti, che ci fornirà l'autorizzazione al prelievo del sangue
cordonale. Ottenuta
l'autorizzazione prepariamo il kit per il prelievo del sangue cordonale
con i documenti necessari, compilati a nostra cura, e lo affidiamo alla
madre che lo porterà con se all'Ospedale. Inseriamo
nel nostro database lo scadenziario degli esami ematici che la gestante
deve eseguire per legge, per sincerarsi che non sia portatrice di
patologie trasmissibili al feto: epatite B (HBV), epatite C (HCV), AIDS
(HIV). Ci
accertiamo che la futura madre ritiri la certificazione della Direzione
Sanitaria dell'Ospedale, in cui andrà a partorire, e la restituisca a
Vitafutura. Entrati
in possesso del documento ci attiviamo per presentare la pratica al
Ministero della Salute e ottenere il Nulla Osta al prelievo del sangue cordonale. La gestante porta con se il kit in Ospedale, informandoci della probabile data del parto.
Quando
il kit col sangue cordonale giunge nei laboratori della Croce Rossa Tedesca (DRK), viene
aperto e il sangue cordonale viene trattato in condizioni totalmente
sterili da macchine a circuito chiuso che non permettono al sangue cordonale di
venire a contatto con l'ambiente esterno. Le
provette contenenti il sangue della madre vengono consegnate al
laboratorio di analisi per la ripetizione degli accertamenti
sull'assenza di patologie. Dal
sangue cordonale, contenuto nella sacca, viene prelevata
una piccola quantità per effettuare il conteggio dei globuli
bianchi e verificare se ci siano state contaminazioni batteriche
durante il prelievo. Queste macchine permettono di trattare il sangue in confomità alle direttive Good Manifacturing Pratices (GMP). La separazione della frazione ematica contenente le cellule staminali viene effettuata in modo completamente automatica col processo Sepax (brevetto Biosafe) che usa un raggio laser per controllare il gradiente di separazione delle cellule durante la centrifugazione selettiva.
La frazione contenente le cellule staminali ematopoietiche viene quindi avviata al processo di congelamento utilizzando azoto in fase di vapore. Il
passaggio dalla temperatura ambiente iniziale, attorno ai 22°C, a quasi
-190°C, distruggerebbe le cellule staminali a causa della formazione di
voluminosi cristalli di ghiaccio che ne romperebbero la membrana. Per
tale motivo viene aggiunta una opportuna miscela di sostanze chimiche
protettive come il DMSO (dimethylsulfoxide) e il glicerolo, che
impediscono la crescita dei cristalli di ghiaccio. L'abbassamento
di temperatura viene effettuato in una macchina speciale che controlla
l'andamento della temperatura nel tempo in modo da realizzare un
profilo di congelamento ottimale che preservi le membrane cellulari
dalla rottura. Le cellule staminali non vengono congelate tutte assieme ma suddivise in diversi contenitori in modo da poterne utilizzare all'occorrenza solo una parte e mantenere il resto per eventuali terapie successive, che dovessero risultare necessarie.
Una volta noti, gli esiti vengono registrati nel nostro database e comunicati alla madre. Se
si rilevano problemi relativi a contaminazioni, numero di staminali
inferiore a quello minimo accettabile o altri eventuali problemi, la
madre è libera di decidere se bancare comunque le staminali oppure
evitare le spese di bancaggio e distruggerle. Dopo
la quarantena e il tacito consenso della madre, le cellule staminali
vengono poste definitivamente negli speciali contenitori criogeni di bancaggio, raffreddati ad azoto
liquido, per rimanervi a tempo indefinito, fino all'eventuale utilizzo. Vitafutura
Srl Telefono (uffici): 0362 55 90 13 Telefono (informazioni): 02 303 127 984 email: posta@vitafutura.it Fax: 0362 60 99 06 Contatto Skype: vitafutura.it Contatto MSN: vitafutura.it@live.it [disclaimer] ©2009-2010
Vitafutura Srl - crioconservazione delle cellule staminali -
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